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 HK: I Cercatori d'Oro
 [HK] My Heart is that Eternal Rose (1989), di Patrick Tam

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
Will Dearborn Inserito il - 06 ago 2008 : 22:45:58
E' il mio secondo Patrick Tam, il primo fu After this Our Exile, visto due anni fa alla Festa del Cinema di Roma. Manco a farlo apposta, mi accorgo ora che sto andando a ritroso con il cinema di questo regista. Un bel melodramma noir comunque, duro, intenso e sincero. Mi sembra un film del tutto calato nel panorama cinematografico hongkonghese di quegli anni, iperboli melodrammatiche comprese (di quelle che in genere fanno sorridere lo spettatore digiuno di quel cinema). Mi piace la regia di Tam, avvolgente e ricca di dettagli, perfetta anche nel dosare le poche ma magistrali scene d'azione (da antologia, in particolare, quella finale). Uno script lineare, duro nei temi e tutto sommato abbastanza realistico, nonostante una certa inevitabile convenzionalità, convincente anche nella gestione dei due registri (noir e melò) in cui il film si muove. Su tutto domina un senso di crudezza e sporcizia che tuttavia non esclude una notevole eleganza nella messa in scena. Grande, come sempre, la fotografia di Christopher Doyle, con giochi cromatici mai fini a se stessi e perfettamente integrati nell'estetica generale del film. Ottimo Gordon Liu, gelido nel ruolo del cattivo, notevole anche un giovane Tony Leung con un'interpretazione intensa e sentita.
Ottimo recupero, non sarà l'ultimo.
17   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
GekkoP Inserito il - 27 gen 2011 : 20:36:18
Film immenso, mi ero trattenuto dal leggere le vostre disquisizioni per non rovinarmi nulla, ma ora che me lo sono lette mi tocca riguardarmi il film per verificare (blanda scusa per ritornare a questo capolavoro).

Joey Wong è la Madonna.
MdM83 Inserito il - 17 dic 2009 : 13:26:49
paolone_fr ha scritto:

(ma perché noi siamo andati al Castro? mannaggia...)


Effettivamente, non passa giorno che io non me lo chieda...

alle scene clou, in cui sono piuttosto sicuro ci siano ficate visivo-comunicative in abbondanza, aggiungo quella in cui Joey va in albergo a trovare Kenny Bee, dove mi pare ci sia un giochetto con loro, i loro due corpi e la porta della camera. se non ricordo male...


Non ho fatto caso alla porta e ora non posso controllare, però in quel momento c'è quella bellissima scena nella quale Kenny Bee afferra il braccio di Joey Wong che sta per uscire dalla stanza e la regia stacca sul volto di lei che si gira al ralenti. Altro momento splendido! A 'sto punto la "ficata visivo-comunicativa" più ovvia, didascalica e meno ispirata è forse quella che segue il primo dialogo tra Joey Wong e Tony Leung, nel bar del padre di lei, alla fine del quale viene inquadrato un vaso di fiori bianchi (come le rose che vanno in fiamme nei titoli di testa?) con un petalo si stacca e cade all'improvviso...
paolone_fr Inserito il - 17 dic 2009 : 12:18:55
MdM83 ha scritto:

paolone_fr ha scritto:

la piccola differenza tra il prima e il dopo di Joey è nella posizione dello sguardo, che guarda prima davanti a se (a tony), poi in basso a destra (in programmazione neuro linguistica lo sguardo in basso a destra indica l'accesso alle percezioni profonde che la persona sente in quel mkomento, alle emozioni smosse dal contesto. non che io voglia dire che questo fosse lo scopo di tam...)


Uhm. Anche dopo quella scena! Incredibile come questa tua ipotesi improbabilissima abbia portato alla luce una coincidenza così assurda. Oppure Joey Wong ha impostato il pilota automatico sotto la voce "sguardo in basso a destra"? Strano, considerato che Patrick Tam nelle interviste viene sempre descritto come uno che fa girare cinquanta volte la stessa scena finchè non gli riesce esattamente come la voleva:






non posso non farmi tornare in mente quel thread su nocturno basato tipo su "lo sguardo al cielo dei personaggi di lynch. cos'avrà voluto dire?".
tuttavia è tutto bellissimo. soprattutto Ashley road e il Ned Kelly's Last Stand (ma perché noi siamo andati al Castro? mannaggia...).

alle scene clou, in cui sono piuttosto sicuro ci siano ficate visivo-comunicative in abbondanza, aggiungo quella in cui Joey va in albergo a trovare Kenny Bee, dove mi pare ci sia un giochetto con loro, i loro due corpi e la porta della camera. se non ricordo male...

(quella prima immagine pare proprio il riflesso di uno specchio con joey e wai man. chris doyle comunque per me spacca ancora adesso)
MdM83 Inserito il - 16 dic 2009 : 22:19:25
paolone_fr ha scritto:

la piccola differenza tra il prima e il dopo di Joey è nella posizione dello sguardo, che guarda prima davanti a se (a tony), poi in basso a destra (in programmazione neuro linguistica lo sguardo in basso a destra indica l'accesso alle percezioni profonde che la persona sente in quel mkomento, alle emozioni smosse dal contesto. non che io voglia dire che questo fosse lo scopo di tam...)


Uhm. Anche dopo quella scena! Incredibile come questa tua ipotesi improbabilissima abbia portato alla luce una coincidenza così assurda. Oppure Joey Wong ha impostato il pilota automatico sotto la voce "sguardo in basso a destra"? Strano, considerato che Patrick Tam nelle interviste viene sempre descritto come uno che fa girare cinquanta volte la stessa scena finchè non gli riesce esattamente come la voleva:



MdM83 Inserito il - 16 dic 2009 : 21:44:22
Chaoszilla ha scritto:

Porca zozza, si parla di cose serie.
Devo assolutamente guardare una foto galleria di Aaron Kwok vestito male.


No, no, questa sezione ha scopi precisamente e profondamente cine-archeologici, quindi ogni nerdata va presa con la massima serietà.

Comunque rivedevo spezzoni del film qua e la - perchè non fa mai male - e, pur non avendo (ancora) trovato dei momenti come quello citato poco sopra, rimango ugualmente basito davanti a certe soluzioni visive. Tipo, una cosa del genere come la si ottiene? E' un'inquadratura "artefatta" in qualche modo (tipo un gioco di specchi, anche se nel film Chan Wai Man sta praticamente alle spalle di Joey Wong e non di fronte) o ha usato un obbiettivo particolare? C'è lo zampino di un Christopher Doyle pre-calligrafismo:



L'idea del gioco di specchi mi viene perchè non molti minuti dopo, per effettuare il solito primissimo piano sul volto di Chan Wai Man facendo capire che sta osservando Joey Wong, il dinamico duo Doyle e Tam si inventa questo (notare il fascio di luce rossa che illumina la nostra bella sullo sfondo):



Lo rivedrei all'infinito questo film, ci sono così tante trovate che lasciano a bocca aperta e delle quali si perde addirittura il conto. E per chiudere in bellezza, bazzicando per la rete ho trovato (qua per la precisione, le altre a seguire) delle fotografie dell'Apollo 18 Disco Karaoke, ovvero il locale in cui si svolge la scena di cui sopra; si capisce che è lo stesso luogo non solo dal nome, ma anche dal marciapiedi e dalla posizione dei tombini.

Nel film:


Dal "vero":


La cosa divertente è che il posto in questione, oltre ad aver chiuso i battenti (o almeno così credo, non riesco a trovare info da nessuna parte online), si trova in una via che i miei cari compagni del viaggio a Hong Kong si ricorderanno bene e che riconosceranno dall'insegna che si vede in questa scena:



Ebbene si, anche Kwan Hoi-San si sbronzava in Ashley Road!
Dopo tutto ciò mi rifiondo nel film, non si sa mai.
Chaoszilla Inserito il - 16 dic 2009 : 17:44:16
Porca zozza, si parla di cose serie.
Devo assolutamente guardare una foto galleria di Aaron Kwok vestito male.
MdM83 Inserito il - 16 dic 2009 : 17:33:11
Ragazzi, sono commosso. Stasera do una ripassata ad alcune scene del film, sono certo che sparse qua e la vi siano altre piccole "ellissi metonimiche" (potrebbe essere corretta come definizione?) delle quali non mi sono ancora accorto...
paolone_fr Inserito il - 16 dic 2009 : 17:17:43
Chaoszilla ha scritto:

Mi costringi a nerdare in maniera ovvia ma pertinente.

MdM83 ha scritto:
Perchè Joey Wong osserva quell'orizzonte "coperto" dall'albero? Osservava forse l'albero stesso? Oppure si tratta semplicemente di uno modo di alleggerire la tensione melodrammatica del momento, puntando lo sguardo ad altro, seppure per pochi secondi?


L'albero poteva essere ugualmente "una siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude".
Lei sta lì e l'INFINITO è coperto dall'albero (come il vento odo stormir tra queste piante..). Quindi nel pensier si finge e immagina o pensa a cosa c'è oltre l'albero, reale e immaginario (orizzonte e sentimento).
Non credo Tam conoscesse Leopardi però mi è venuta voglia di rivederlo.


PS: Paolone, il libro che NON scriverò non è sul cinema di HK ma su Tsui.


e come in tutte le risposte più belle, c'era già la traccia nella domanda di martin, che chiedeva appunto perché osservasse l'orizzonte coperto dall'albero, come se guardando la sequenza, già si capisca che joey sta guardando oltre. martin aveva già capito e solo non se n'era accorto. grandissimo chaoszilla in versione socrate!

P.S.: e c'hai ragione, ma se parti da final victory, dove ci sono sia tam, che tsui, che wong, il collegamento è presto fatto
Chaoszilla Inserito il - 16 dic 2009 : 17:08:52
Mi costringi a nerdare in maniera ovvia ma pertinente.

MdM83 ha scritto:
Perchè Joey Wong osserva quell'orizzonte "coperto" dall'albero? Osservava forse l'albero stesso? Oppure si tratta semplicemente di uno modo di alleggerire la tensione melodrammatica del momento, puntando lo sguardo ad altro, seppure per pochi secondi?


L'albero poteva essere ugualmente "una siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude".
Lei sta lì e l'INFINITO è coperto dall'albero (come il vento odo stormir tra queste piante..). Quindi nel pensier si finge e immagina o pensa a cosa c'è oltre l'albero, reale e immaginario (orizzonte e sentimento).
Non credo Tam conoscesse Leopardi però mi è venuta voglia di rivederlo.


PS: Paolone, il libro che NON scriverò non è sul cinema di HK ma su Tsui.
MdM83 Inserito il - 15 dic 2009 : 12:12:39
Bella dissertazione teorica con tanto di parallelo tra il montaggio di My Heart con quello di Ashes of Time! Poi ci dirai come fai a sapere quella cosa dello "sguardo in basso a destra", che è interessantissima a prescindere dal fatto che Patrick Tam lo sapesse o meno... E poi si, la scena è proprio quella che prosegue con l'inquadratura sulle mani, che poi se non ricordo male sfuma su un tramonto sul mare (che a sua volta sfuma - nel giro di pochissimi secondi - dando il via alla sequenza che ho postato a inizio topic). Troppe belle cose.
paolone_fr Inserito il - 15 dic 2009 : 11:23:00
MdM83 ha scritto:

[SPOILER]
[WARNING: alto quantitativo di nerdaggine a seguire]

Rivedendo i vecchi film mi accorgo sempre di qualche particolare al quale non avevo dato importanza in precedenza. Qualche giorno fa è stato il turno di My heart is that eternal rose, visto prima in uno squallido rip da VCD, poi in sala durante un'edizione del FEFF ed ora finalmente nella gloria del supporto digitale. Beh, una delle mie scene preferite inizia intorno all'ora e un quarto ed è il dialogo tra Joey Wong e Tony Leung Chiu-wai sui tavolini del locale, quando quest'ultimo cerca di dichiarare a lei i suoi sentimenti: ad un certo punto, lui si esprime piuttosto platealmente e Joey Wong - che lo stava guardando dritto negli occhi fino a un momento prima - per un attimo abbassa lo sguardo, lo rialza ed osserva davanti a sé. Per quattro secondi vediamo con gli occhi di Joey Wong e sullo schermo campeggia un albero le cui fronde vengono mosse dal vento. L'inquadratura successiva torna sul volto di Joey e il dialogo riprende.

[immagine]

A posteriori mi ha ricordato non poco l'ormai celebre "ruota" fuori dal bar cubano in Miami Vice, ovvero un inserto fugace al quale si presta ben poca attenzione; più in concreto, invece, mi rendo conto che quell'inquadratura così estranea e apparentemente slegata da tutto il resto non può essere finita lì in mezzo per caso: Patrick Tam è un geniaccio e in quei quattro secondi riesce potenzialmente a trasmettere mille significanti e significati. Perchè Joey Wong osserva quell'orizzonte "coperto" dall'albero? Osservava forse l'albero stesso? Oppure si tratta semplicemente di uno modo di alleggerire la tensione melodrammatica del momento, puntando lo sguardo ad altro, seppure per pochi secondi? Sarebbe anche interessante cercare di capire se l'inquadratura in questione era chiara nella testa di Patrick Tam fin dal primo decoupage o se ce l'ha infilata in fase di montaggio, oppure se, nel set, mentre girava la scena si è rivolto verso Joy Wong dicendole qualcosa tipo "questo è il momento in cui osservi l'albero". Visto che siamo dei nerd e non ce ne vergognamo, proviamo a parlarne.

che bella la sequenza di immagini che posti, dove si nota anche che la piccola differenza tra il prima e il dopo di Joey è nella posizione dello sguardo, che guarda prima davanti a se (a tony), poi in basso a destra (in programmazione neuro linguistica lo sguardo in basso a destra indica l'accesso alle percezioni profonde che la persona sente in quel mkomento, alle emozioni smosse dal contesto. non che io voglia dire che questo fosse lo scopo di tam...). nel mezzo, quello stacco che è una specie di ellissi che potrebbe descrivere l'isolamento dei sentimenti di joey wong, qualcosa che non può comunicare direttamente al suo interlocutore (forse perché nemmeno lei l'ha ben chiaro), e allora stacca e si rivolge all'esterno della conversazione, vede un albero e sente il vento, il tempo quasi si ferma, o comunque scorre nella sua testa più lento che all'esterno, e un fotogramma per lei ne vale di più (come nei ralenti di john woo). marca un cambiamento interno con una parentesi esterna, come faceva ad esempio wong kar wai in ashes of time (montato dallo stesso tam, e questa sarebbe roba per il libro che cz NON scriverà mai sul cinema di Hk, forse), ripetendo la scena in cui ouyang feng fa la proposta del sicario, quella famosa del "a quarant'anni ti cipiterà di odiare qualcuno, di volerlo morto", con in mezzo praticamente tutto il film, come a dire che un impercettibile cambiamento dell'espressione del personaggio è frutto di una vita così e cosà, come descritta nel resto del film. o magari no...
il tutto è inserito nel contesto generale del film, che fa ampio uso (quasi solo quello, anzi) del linguaggio del corpo. i personaggi comunicano quasi a gesti, posture e posizioni. quella scena che citi tu (ma pure quelle ai tavolini del bar sulla spiaggia), ne è buon esempio (è la scena in cui c'è quella meravigliosa inquadratura dall'alto delle mani di joey e tony sul tavolino con la tovaglietta di plastica a fiori, giusto?).

quante belle cose...
milanoodia Inserito il - 15 dic 2009 : 09:59:41
La scena è stata insertata a posteriori per una versione hard francese.
MdM83 Inserito il - 15 dic 2009 : 09:38:56
[SPOILER]
[WARNING: alto quantitativo di nerdaggine a seguire]

Rivedendo i vecchi film mi accorgo sempre di qualche particolare al quale non avevo dato importanza in precedenza. Qualche giorno fa è stato il turno di My heart is that eternal rose, visto prima in uno squallido rip da VCD, poi in sala durante un'edizione del FEFF ed ora finalmente nella gloria del supporto digitale. Beh, una delle mie scene preferite inizia intorno all'ora e un quarto ed è il dialogo tra Joey Wong e Tony Leung Chiu-wai sui tavolini del locale, quando quest'ultimo cerca di dichiarare a lei i suoi sentimenti: ad un certo punto, lui si esprime piuttosto platealmente e Joey Wong - che lo stava guardando dritto negli occhi fino a un momento prima - per un attimo abbassa lo sguardo, lo rialza ed osserva davanti a sé. Per quattro secondi vediamo con gli occhi di Joey Wong e sullo schermo campeggia un albero le cui fronde vengono mosse dal vento. L'inquadratura successiva torna sul volto di Joey e il dialogo riprende.



A posteriori mi ha ricordato non poco l'ormai celebre "ruota" fuori dal bar cubano in Miami Vice, ovvero un inserto fugace al quale si presta ben poca attenzione; più in concreto, invece, mi rendo conto che quell'inquadratura così estranea e apparentemente slegata da tutto il resto non può essere finita lì in mezzo per caso: Patrick Tam è un geniaccio e in quei quattro secondi riesce potenzialmente a trasmettere mille significanti e significati. Perchè Joey Wong osserva quell'orizzonte "coperto" dall'albero? Osservava forse l'albero stesso? Oppure si tratta semplicemente di uno modo di alleggerire la tensione melodrammatica del momento, puntando lo sguardo ad altro, seppure per pochi secondi? Sarebbe anche interessante cercare di capire se l'inquadratura in questione era chiara nella testa di Patrick Tam fin dal primo decoupage o se ce l'ha infilata in fase di montaggio, oppure se, nel set, mentre girava la scena si è rivolto verso Joy Wong dicendole qualcosa tipo "questo è il momento in cui osservi l'albero". Visto che siamo dei nerd e non ce ne vergognamo, proviamo a parlarne.
MdM83 Inserito il - 08 ago 2008 : 22:23:49
Francisg ha scritto:

...Non sono un critico [...] io valuto l'opera d'arte dalla felicità che è in grado di donarmi... " ( 1903, RILKE)


Rivedendolo oggi ripensavo proprio a queste parole, quando le note cantate da Anita Mui mi gonfiavano il cuore e mentre mi scorreva davanti agli occhi la mano di Tony Leung che si posava su quella di Joey Wong. Caspita, che bello. E a proposito di Anita e della sua Decorative Tears, questo è l'incipit del film sulle note della suddetta canzone:

Francisg Inserito il - 07 ago 2008 : 15:27:01
Sottoscrivo le vostre recensioni magiche
Patrick Tam è un regista schivo, poetico, geniale, UNIVERSALE...

Ho una NOSTALGIA pazzesca dei suoi film visti al FEFF

...Non sono un critico [...] io valuto l'opera d'arte dalla felicità che è in grado di donarmi... " ( 1903, RILKE)


"La pensée d'un homme est avant tout sa nostalgie. (Le mythe de Sisyphe, Albert Camus)"
paolone_fr Inserito il - 07 ago 2008 : 12:34:59
MdM83 ha scritto:





...e quella dissolvenza in statica su Tony con le mani alzate e la musica in sottofondo. e la fuga del killer con la camera a mano (WKW, non a caso..). e l'auto che gira di notte in frontale, e Tony ancora che gioca con l'accendino di Kenny bee, e la voce di Anita Mui, e quel casolare principio e fine, e Joey Wong che canta (come loletta lee in final victory), e le mani sul tavolo, e il piede di Chan Wai Man che scende dalla macchina...

...di quel che ho visto (tolto love massacre e burnign snow) questo è il capolavoro tecnico e storico di patrick tam. un film che ha talmente tanto da dire che merita di finire nelle antologie del cinema.
MdM83 Inserito il - 06 ago 2008 : 22:58:34
Hai detto praticamente tutto, per me siamo a pochi passi dal capolavoro. Tra i film di Tam che ho visto - e se posso dire "praticamente tutti" c'è solo da ringraziare i ragazzi del FEFF per l'ennesima volta - resta senz'altro quello che preferisco insieme a Final Victory (ecco, se vuoi vedere un altro film di Tam nel quale si respiri la stessa aria, ti consiglio di passare subito a questo). E poi in My Heart c'è una delle scene più belle che io ricordi, vuoi per la tensione melodrammatica, vuoi per la perfetta costruzione dei rapporti tra i personaggi:



Che voglia di rivederlo!

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